ARALDICA
Questa pagina è dedicata all'araldica dell'Associazione Nazionale Congedati Esercito e del Corpo Volontari Sicurezza e Soccorso.
L’Emblema dell’Associazione è costituito dalla riproduzione stilizzata del mitologico cavallo alato Pegaso. La vitalità e la forza del cavallo, unite alla capacità di volare e quindi di svincolarsi dal peso della gravità, fanno di Pegaso un simbolo di libertà e degli ideali che si elevano indomabili, incuranti di qualsiasi ostacolo terreno. Il cavallo alato è raffigurato come portatore di cinque frecce che idealmente rappresentano i principali ideali a cui si ispira l’Associazione: Patria, Onore, Lealtà, Giustizia, Solidarietà.
Dal punto di vista storico, l'emblema del cavallo alato venne adottato già nel 2009 quale simbolo del Centro Addestramento Discipline Militari, in onore alla regione in cui nacque il Progetto Formazione Continua (Italian Reserve Project), in quanto emblema della Toscana.
L'emblema del Corpo Volontari Sicurezza e Soccorso è rappresentato da una testa di leone  che simbolicamente impugna una spada e un caduceo. 
Il leone ad occhi aperti rappresenta la vigilanza unita alla forza non solo fisica, ma anche morale e etica. Simboleggia altresì l'ardore e la forza con cui si possono dominare gli istinti che diversamente condurrebbero nelle tenebre del cinismo e della disperazione. E' anche simbolo della regalità, del coraggio nonché della saggezza ed esprime la luminosità e la luce (criniera = sole).
La spada in primo luogo è il simbolo delle virtù militari e del coraggio, inoltre è espressione di nobiltà, virilità, supremazia morale e potenza, assumendo in questo caso un duplice significato allegorico: costruzione e distruzione. Nel primo (costruzione) rappresenta la giustizia e la pace, nel secondo (distruzione) rappresenta il potere irragionevole imposto con l'uso delle armi ma anche la distruzione del male e degli empi.
Il caduceo simboleggia la prosperità, la pace e la salute fisica, nonché, ai giorni nostri, il soccorso ai bisognosi. E' simbolo antichissimo trovandone traccia già nella Bibbia (Mosè) dove assunse il significato di scacciare il male e gli ambasciatori lo usavano come contrassegno di pace e mediazione.
I tre simboli uniti significano: potenza spirituale, ricerca della pace, coraggio e bontà generosa (uno dei decaloghi del C.A.D.MI.) 
Nell'ambito del Corpo Volontari Sicurezza e Soccorso il PEGASO  è l'emblema del Centro Addestramento e Formazione CVSS rappresentato dal Centro Addestramento Discipline Militari, in sigla C.A.D.MI., ente formativo ubicato presso la Base Logistico Addestrativa "Serg. Magg. Giovanni Vincenti M.O.V.M." in Pievepelago (MO).
Oltre i significati mitologici su menzionati, in questo emblema abbiamo una fascia azzurra recante l'acronimo del Centro Addestramento Discipline Militari in giallo oro, i due colori che ritroviamo sia nel simbolo dell'U.N.S.I. che del CISOR, oltre ricordare quindi le origini  del C.A.D.MI., vogliono onorare la memoria del Mar. Magg. Aiutante Arturo Malagutti  che in qualità di Presidente U.N.S.I. dal 2007 al 2013, nonché Presidente europeo dell'AESOR, attualmente CISOR, nel biennio 2008-2010, fortemente appoggiò, sia in ambito nazionale che europeo, il Progetto Formazione Continua.
Completano l'emblema due fronde di alloro quercia, rispettivamente simbolo di virtù intrepida la prima e di forza, nobiltà e potenza la seconda; la stella in colore giallo oro simboleggia la vicinanza all'Istituzione Militare.
Ancora ritroviamo il PEGASO  quale simbolo del Primo Raggruppamento Regionale (Tosco-Emiliano), in quanto erede del 1° Reparto Volontari "Progetto Formazione Continua" con sede presso il C.A.D.MI.
Quale simbolo del Secondo Raggruppamento Regionale (II RRG - Nord Est) è stato adottato quello dell'Associazione SPARTACO di Trieste in quanto aderente al Corpo Volontari Sicurezza e Soccorso.
L’emblema della SPARTACO nella sua forma di “Pentacolo” ricorda la fermezza della sentinella di Marina (in origine marò/SDI, oggi FCM/SDI, Fucilieri di Marina/Servizio Difesa Installazioni, inseriti nel III° Reggimento di Marina "San Marco") in forma stilizzata di ancora dove la marra è di colore nero a significare le tenebre in cui opera lo SDI (da qui il motto del corpo “In Tenebris Attendimus”) congiunta nel diamante che alloggia il simbolo dei Fucilieri di Marina, il FAL (fucile Beretta BM 59, adottato negli anni ‘70/’80 dai reparti di Fanteria di Marina, come SDI e BSM, ora organici) che incrocia l’Ancora romana dell’Ammiragliato e dalla quale parte l’elsa che dal rostro accoglie la picca (che è di per se stesso simbolo di Buona Guardia e Virtù Guerriere) dell’Alabarda triestina con il cuspide e i due taglienti che ricordano un gladio romano adagiato sul tricolore, il tutto inserito nel pentacolo significante “OCAFF” l’Onore, il Coraggio, l’Audacia le Famiglia e la Fratellanza, dove la Famiglia è la patria e l’Onore è lo spirito che cementa i suoi figli in sentimento di fratellanza.

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